A Follo paghiamo servizi che non esistono


Dopo aver letto il regolamento ed il piano tariffario TARI del comune di Follo, approvato dalla maggioranza che sostiene Cozzani nel consiglio comunale del 29 luglio 2014, ho personalmente concluso una riflessione molto semplice: l’amministrazione di Follo ha scelto di non prendere nessuna decisione, forse perchè non si è in grado di prendere delle decisioni, o forse perchè è più comodo che le prendano altri, e che quindi il comune si riduca a mero esecutore, salvo poi “vendere” alibi per coprire le proprie mancanze, difficili da vedere per chi non si addentra in problemi complessi come la gestione dei servizi (sempre meno) pubblici.

Nei documenti l’amministrazione comunale ha scritto, nero su bianco, che nei prossimi due anni non ci sarà uno straccio di politica ambientale sulla gestione dei rifiuti, nessuna previsione d’incremento della raccolta differenziata, nessuna politica di riduzione della produzione dei rifiuti, nessun incentivo al compostaggio, nessuna valorizzazione delle filiere corte, nessuna iniziativa strutturale di educazione e sensibilizzazione. Ma aumenterà la tariffa. C’è di più e di peggio.

Nel 2016 comparirà magicamente la raccolta domiciliare, il famoso “porta-a-porta” e l’amministrazione, che oggi fa il 18,54% di RD, prevede di superare il 65%. Io credo che sia stato scritto questo solo per evitare che qualcuno mandi il documento alle autorità competenti, ma credere che questa giunta riesca a fare ciò che non è riuscita nei 5 anni precedenti è pura illusione (se non presa in giro, tecnicamente parlando). Intanto il porta-a-porta parte seppur a macchia di leopardo, in molti altri comuni della provincia spezzina.

Follo nel 2009 faceva il circa il 32% di raccolta differenziata, non arrivava a produrre 3000 tonnellate di rifiuti e la produzione procapite era intorno ai 450 kg/annui. Oggi, dopo 5 anni di cura Casati/Cozzani siamo a 3.274 tonnellate di rifiuti prodotti, ossia 506 Kg procapite/annui, e la differenziata al 18,54%. Con questo trend è evidente a chiunque che al 2016 non arriveremo mai al 65% di differenziata.

Tralascio ciò che traspare in un documento in cui si ignora cosa vi sia scritto nel Piano Provinciale dei Rifiuti, d’altronde Cozzani&C. hanno dimostrato, con la vicenda della discarica di Vallescura per esempio, come sul tema rifiuti a Follo si possa dire tutto ed il contario di tutto. Perchè accade questo? Naturalmente colpa del gestore, Acam, di cui il comune di Follo è socio, il sindaco lo rappresenta in assemblea dei soci, l’assessore all’ambiente ci lavora. Occorre farsi qualche domanda?

Perchè nel documento del Piano Finanziario della TARI di un comune si cita come problematica la chiusura del ciclo dei rifiuti? Perchè ogni accenno all’impiantistica è relativo alla produzione di combustibile per gli inceneritori, solo marginalmente si parla degli impianti di compostaggio e non c’è nessun accenno alla possibilità di utilizzare l’impianto di Saliceti come piattaforma di selezione? Viene il sensato dubbio che quel documento, firmato Comune di Follo non sia scritto dall’amministrazione, piuttosto dal gestore, quel gestore i cui vertici non sono stati in grado, o meglio non hanno voluto, attuare il Piano provinciale dei rifiuti. Tant’è che solo il comune comune di Levanto, in tutta la provincia della Spezia, ha raggiunto gli obbiettivi di RD, si guardi il caso, non ha Acam.

Di barzelletta in barzelletta risuonano le parole del sindaco follese durante il primo consiglio della nuova consiliatura: per fare fronte alla grave situazione dei rifiuti nel nostro comune faremo anche azioni forti, non dimenticando le famiglie dei lavoratori di Acam. Pienamente d’accordo. Ma io spero per i lavoratori di Acam che non ci sia un futuro di pagamento del loro stipendio a voucher, vista la prassi del sindaco follese, tuttavia il festival della demagogia e del populismo è ormai di moda. Cozzani si ricorda oggi dei lavoratori di Acam, che sono 860, non i 1000 che sbandiera demogogicamente in consiglio comunale.

Cosa impedisce all’amministrazione Cozzani di redigere un piano di raccolta porta-a-porta in un comune di 6600 anime? Cosa gli impedisce di istituire un sistema di pagamento puntuale della tariffa, mentre nel regolamento che va a proporre parla di “quantità di occupanti dell’immobile”? Cosa gli impedisce di firmare accordi di filiera per il recupero del materiale? Cosa gli impedisce di redigere un regolamento delle ecofeste per diminuire la produzione dei rifiuti delle sagre? Cosa gli impedisce di sostenere distribuzione di prodotti sfusi? Tutte domanda a cui la demagogia ha pronta una risposta che è un alibi ormai scaduto: Acam.

Se il sindaco di Follo si ricordasse di essere socio azionista dell’azienda, che gli crea cotanti problemi, avremmo tonnellate di verbali di sue giaculatorie nelle assemblee dei soci. Provate a cercare un suoi intervento in tale sede, e se lo trovate, fate un fischio.  Se invece il sindaco di Follo volesse davvero fare “azioni forti”, mi chiedo come mai non abbia mai discusso il piano di svendita dell’ad di Acam Garavini, non abbia mai portato nel consiglio comunale quel documento. Tant’è che nel consiglio comunale, il sindaco Cozzani (andarsi a leggere il verbale… ) incensa e loda il lavoro dell’ad Garavini. Forse perchè giustificherebbe meglio il suo sostegno al piano di svendita in assemblea dei soci.

Lo sciocco, quando si indica la luna, si sofferma sul dito. Sentire assessore “competente” e sindaco, in consiglio comunale, sostenere che la gestione dei rifiuti è di responsabilità del gestore, da la misura di come una giunta simile non serva praticamente a nulla. Risulta curioso che l’amministrazione follese ignori, per esempio, che con la cessione di almeno il 49% di Acam Ambiente, decadranno le condizioni di attuazione dei contratti con l’affidamento “in house” fino al 2028, consentendo al comune di Follo di reinternalizzare il servizio di raccolta dei rifiuti. Sia ben chiaro, il comune di Follo ha tutto il diritto di chiedere ad Acam di fare il suo dovere, visto che butta nelle casse dell’azienda ben 1.148.000 euro e spiccioli. Ma non lo fa, o non è in grado di farlo.

Dunque se Acam è inadempiente, non fa il suo dovere, dove sono le azioni forti del sindaco? Una burla, forse. Allora perchè non reinternalizzare i lavoratori Acam nel comune di Follo? Una follia? Si, per chi non ha un progetto di amministrazione del proprio comune, ma se andiamo a Levanto, dall’assessore Gino Lapucci, scopriremo che la raccolta dei rifiuti è fatta dal comune e non solo funziona, ma è nettamente più efficace, sostenibile economicamente ed ambientalmente. Ma occorre una visione e solo una visione può garantirci un futuro ma che significa avere coraggio e consapevolezza: Rifiuti Zero.

William Domenichini
cittadino, partecipe e solidale

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